Caratterizzazione, osservazione e recupero di varietà di pesco tradizionalmente presenti nella zona pedemontana lombarda
In passato la zona pedemontana lombarda era ad ampia vocazione peschicola.
Nella provincia di Varese la coltivazione del pesco trova testimonianze già a fine 1800, in particolare nella zona dei laghi dove il microclima mite consente la buona riuscita della coltivazione.
Attualmente la coltivazione è ancora attiva in particolar modo nell'area circostante il lago di Monate, ove si concentra il 35% della superficie investita a pescheto rilevata nell'intera provincia in occasione del Censimento Generale dell'Agricoltura del 2000, sebbene a partire dagli anni '50 si sia registrata una progressiva riduzione delle superfici coltivate, attribuibile, come altrove, ad industrializzazione ed inurbamento del territorio.
Questo determina non solo la perdita di una tradizione agricola appartenente alla nostra Regione ma anche la perdita di patrimonio genetico che, a sua volta, è la causa primaria di riduzione della biodiversità esistente, con ciò che ne consegue in termini sia di scelta varietale sia di resistenza alle principali malattie (sensibilità ad attacchi parassitari, omogeneità genetica).
E' sulla base di questa situazione che nel corso 2005 la Fondazione Minoprio, con la partecipazione del Dipartimento Produzioni Vegetali della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano e della Provincia di Varese, con la collaborazione del Comune di Travedona Monate, nell'ambito del Programma Regionale di Ricerca in campo agricolo 2004-2006 hanno ideato questo progetto.
Lo studio ha come obiettivo primario la caratterizzazione della peschicoltura nella zona pedemontana e si articola in due sottoprogetti, di seguito descritti sinteticamente, da svolgersi nell'arco del triennio 2006-2008, ed è pertanto giunto alla conclusione del primo anno di attività.
SOTTOPROGETTI
Caratterizzazione varietale
La caratterizzazione di una varietà è importante perché, solo attraverso una puntuale conoscenza degli ecotipi presenti sul territorio, si può pensare di qualificare la frutticoltura di un'area in modo specifico e distintivo.
Per raggiungere questo obiettivo il progetto prevede di procedere tramite un'indagine del fenotipo (classificazione di una varietà impiegando caratteri fenologici: forma della foglia, forma del frutto, etc.) cui si affiancherà anche un'analisi biomolecolare.
Quest'ultima tipologia di analisi consente, infatti, di ridurre il grado di incertezza che si ha allorché si vuole classificare una varietà impiegando i soli caratteri fenologici.
Il fenotipo di una pianta, infatti, può essere fortemente influenzato da numerosi fattori esogeni quali: lo stato sanitario (es. presenza assenza di virus), l'ambiente esterno (il clima, le tecniche agronomiche di coltivazione) ed i fattori epigenetici (es. fenomeni di ringiovanimento); per questo vi è il bisogno di affiancare ad un'analisi del fenotipo una del genotipo.
Conservazione del germoplasma
Una volta individuate le varietà più interessanti, la conservazione del germoplasma in due campi di collezione realizzati uno in comune di Travedona Monate (VA) ed un secondo presso la Fondazione di Minoprio (Vertemate con Minoprio - CO-), permetterà di preservare questa specie dal fenomeno di erosione genetica cui invece il pesco è fortemente soggetto a causa della variabilità genetica molto bassa e dell'alto grado di co-parentalità che lo contraddistingue.
La banca genetica così creata potrà essere la fonte di materiale impiegabile in futuri programmi di miglioramento genetico mirati sia alla creazione di nuove varietà con maggiore resistenza agli agenti patogeni, sia alla selezione di varietà che forniscano frutti con le caratteristiche richieste per l'utilizzo per il mercato del fresco o per quello del trasformato.
Situazione al termine del Primo Anno
Nel corso del 2006 è stata svolta un'indagine preliminare sul territorio mirata all'individuazione delle varietà più interessanti, indentificando come ambito di lavoro l'areale che si affaccia sui laghi di Monate e di Comabbio (nella zona collinare centro-occidentale della provincia di Varese) poiché, già da testimonianze storiche, manifestava una maggiore ricchezza varietale ed offriva la possibilità di avvalersi delle competenze e della collaborazione di frutticoltori e testimoni del luogo.
Grazie alla collaborazione del Comune di Travedona Monate e di alcuni peschicoltori del luogo, sia hobbysti sia professionisti, è stato così possibile effettuare un'attenta analisi della realtà esistente sia da un punto di vista agronomico che da un punto di vista varietale.
Una volta individuate le varietà presenti da più tempo sul territorio, il passo successivo è stato la realizzazione dei due campi di collezione, nel Comune di Travedona Monate e presso il frutteto della Fondazione Minoprio.
Sempre nel corso del 2006, per le medesime varietà è iniziato il lavoro di caratterizzazione varietale che, per ora, si è limitato alla sola indagine fenotipica.
Con l'anno in corso, all'indagine fenotipica sarà però possibile affiancare lo studio del genotipo tramite l'analisi del DNA -fingerprinting- che, allo stato attuale, è l'unico strumento in grado di dare risultati affidabili.
Situazione al termine del Secondo Anno
Nel 2007 è proseguito il lavoro iniziato nel 2006 finalizzato al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio peschicolo autoctono dell'area pedemontana lombarda.
Nel corso di questo secondo anno di attività, l'attenzione è stata principalmente rivolta alla caratterizzazione varietale delle 16 cultivar di pesco che sono risultate più interessanti al termine dello screening eseguito nelle prime fasi di avvio del progetto. Il fattore discriminante alla base della scelta è stato: la rilevanza storica di ciascuna cultivar per il territorio di appartenenza.
Per raggiungere pienamente lo scopo, all'indagine fenotipica ,svolta nel 2006, si è affiancata quella del genotipo. L'analisi del genotipo si basa sul confronto del DNA (fingerprinting) estratto dalle foglie prelevate dalle piante appartenenti alle varietà studiate con quello estratto dalle foglie delle varietà di riferimento presenti nella collezione di germoplasma dell'Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma.
Nel 2007 sono inoltre proseguite le analisi qualitative (Residuo secco rifrattometrico °Brix ed Acidità del succo meq/l) condotte sui campioni di frutti prelevati all'inizio ed alla fine del periodo di raccolta di ciascuna varietà.
Sempre nel 2007 si è proceduto all'innesto dei portinnesti impiantati nel 2006 nei campi collezioni di Travedona Monate (VA) e di Minoprio (CO). Si è ora in attesa del risveglio primaverile per poter accertare la percentuale di attecchimento.
Nella provincia di Varese la coltivazione del pesco trova testimonianze già a fine 1800, in particolare nella zona dei laghi dove il microclima mite consente la buona riuscita della coltivazione.
Attualmente la coltivazione è ancora attiva in particolar modo nell'area circostante il lago di Monate, ove si concentra il 35% della superficie investita a pescheto rilevata nell'intera provincia in occasione del Censimento Generale dell'Agricoltura del 2000, sebbene a partire dagli anni '50 si sia registrata una progressiva riduzione delle superfici coltivate, attribuibile, come altrove, ad industrializzazione ed inurbamento del territorio.
Questo determina non solo la perdita di una tradizione agricola appartenente alla nostra Regione ma anche la perdita di patrimonio genetico che, a sua volta, è la causa primaria di riduzione della biodiversità esistente, con ciò che ne consegue in termini sia di scelta varietale sia di resistenza alle principali malattie (sensibilità ad attacchi parassitari, omogeneità genetica).
E' sulla base di questa situazione che nel corso 2005 la Fondazione Minoprio, con la partecipazione del Dipartimento Produzioni Vegetali della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano e della Provincia di Varese, con la collaborazione del Comune di Travedona Monate, nell'ambito del Programma Regionale di Ricerca in campo agricolo 2004-2006 hanno ideato questo progetto.
Lo studio ha come obiettivo primario la caratterizzazione della peschicoltura nella zona pedemontana e si articola in due sottoprogetti, di seguito descritti sinteticamente, da svolgersi nell'arco del triennio 2006-2008, ed è pertanto giunto alla conclusione del primo anno di attività.
SOTTOPROGETTI
Caratterizzazione varietale
La caratterizzazione di una varietà è importante perché, solo attraverso una puntuale conoscenza degli ecotipi presenti sul territorio, si può pensare di qualificare la frutticoltura di un'area in modo specifico e distintivo.
Per raggiungere questo obiettivo il progetto prevede di procedere tramite un'indagine del fenotipo (classificazione di una varietà impiegando caratteri fenologici: forma della foglia, forma del frutto, etc.) cui si affiancherà anche un'analisi biomolecolare.
Quest'ultima tipologia di analisi consente, infatti, di ridurre il grado di incertezza che si ha allorché si vuole classificare una varietà impiegando i soli caratteri fenologici.
Il fenotipo di una pianta, infatti, può essere fortemente influenzato da numerosi fattori esogeni quali: lo stato sanitario (es. presenza assenza di virus), l'ambiente esterno (il clima, le tecniche agronomiche di coltivazione) ed i fattori epigenetici (es. fenomeni di ringiovanimento); per questo vi è il bisogno di affiancare ad un'analisi del fenotipo una del genotipo.
Conservazione del germoplasma
Una volta individuate le varietà più interessanti, la conservazione del germoplasma in due campi di collezione realizzati uno in comune di Travedona Monate (VA) ed un secondo presso la Fondazione di Minoprio (Vertemate con Minoprio - CO-), permetterà di preservare questa specie dal fenomeno di erosione genetica cui invece il pesco è fortemente soggetto a causa della variabilità genetica molto bassa e dell'alto grado di co-parentalità che lo contraddistingue.
La banca genetica così creata potrà essere la fonte di materiale impiegabile in futuri programmi di miglioramento genetico mirati sia alla creazione di nuove varietà con maggiore resistenza agli agenti patogeni, sia alla selezione di varietà che forniscano frutti con le caratteristiche richieste per l'utilizzo per il mercato del fresco o per quello del trasformato.
Situazione al termine del Primo Anno
Nel corso del 2006 è stata svolta un'indagine preliminare sul territorio mirata all'individuazione delle varietà più interessanti, indentificando come ambito di lavoro l'areale che si affaccia sui laghi di Monate e di Comabbio (nella zona collinare centro-occidentale della provincia di Varese) poiché, già da testimonianze storiche, manifestava una maggiore ricchezza varietale ed offriva la possibilità di avvalersi delle competenze e della collaborazione di frutticoltori e testimoni del luogo.
Grazie alla collaborazione del Comune di Travedona Monate e di alcuni peschicoltori del luogo, sia hobbysti sia professionisti, è stato così possibile effettuare un'attenta analisi della realtà esistente sia da un punto di vista agronomico che da un punto di vista varietale.
Una volta individuate le varietà presenti da più tempo sul territorio, il passo successivo è stato la realizzazione dei due campi di collezione, nel Comune di Travedona Monate e presso il frutteto della Fondazione Minoprio.
Sempre nel corso del 2006, per le medesime varietà è iniziato il lavoro di caratterizzazione varietale che, per ora, si è limitato alla sola indagine fenotipica.
Con l'anno in corso, all'indagine fenotipica sarà però possibile affiancare lo studio del genotipo tramite l'analisi del DNA -fingerprinting- che, allo stato attuale, è l'unico strumento in grado di dare risultati affidabili.
Situazione al termine del Secondo Anno
Nel 2007 è proseguito il lavoro iniziato nel 2006 finalizzato al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio peschicolo autoctono dell'area pedemontana lombarda.
Nel corso di questo secondo anno di attività, l'attenzione è stata principalmente rivolta alla caratterizzazione varietale delle 16 cultivar di pesco che sono risultate più interessanti al termine dello screening eseguito nelle prime fasi di avvio del progetto. Il fattore discriminante alla base della scelta è stato: la rilevanza storica di ciascuna cultivar per il territorio di appartenenza.
Per raggiungere pienamente lo scopo, all'indagine fenotipica ,svolta nel 2006, si è affiancata quella del genotipo. L'analisi del genotipo si basa sul confronto del DNA (fingerprinting) estratto dalle foglie prelevate dalle piante appartenenti alle varietà studiate con quello estratto dalle foglie delle varietà di riferimento presenti nella collezione di germoplasma dell'Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma.
Nel 2007 sono inoltre proseguite le analisi qualitative (Residuo secco rifrattometrico °Brix ed Acidità del succo meq/l) condotte sui campioni di frutti prelevati all'inizio ed alla fine del periodo di raccolta di ciascuna varietà.
Sempre nel 2007 si è proceduto all'innesto dei portinnesti impiantati nel 2006 nei campi collezioni di Travedona Monate (VA) e di Minoprio (CO). Si è ora in attesa del risveglio primaverile per poter accertare la percentuale di attecchimento.
