Progetto Cormorano
In Provincia di Varese il Cormorano, che risultava numericamente scarso sino alla fine degli anni '80, è passato da 9 esemplari nel 1987 a circa 1000 nell'inverno 2002-2003.
In relazione al tipo di alimentazione della specie e alla preoccupazione circa l'impatto della stessa sull'ittiofauna, la Provincia di Varese aveva commissionato all'Università dell'Insubria uno studio finalizzato alla valutazione quantitativa delle presenze delle principali specie ittiofaghe, in particolare del cormorano e dello svasso, e del loro impatto sulle popolazioni piscicole dei principali ambienti acquatici della provincia.
Dallo studio, di durata triennale, conclusosi nei primi mesi del 2003, in sintesi era emerso quanto segue:
Gli argomenti citati e le conclusioni dello studio sono stati oggetto di discussione della Consulta Provinciale della Pesca del luglio 2003 e la stessa ha unanimamente riconosciuto come molto elevato l'impatto provocato dagli uccelli ittiofagi, anche sui laghi, ed ha sollecitato l'Assessorato a prendere provvedimenti più idonei per limitare tale prelievo.
Sulla base di quanto illustrato ed in considerazione delle indicazioni gestionali fornite dallo studio, nell'autunno 2003 si è ritenuto necessario:
1. proseguire il censimento del cormorano così da avere dati aggiornati sull'andamento della specie;
2. mettere in atto un intervento di carattere sperimentale finalizzato a verificare le migliori metodiche di contenimento dell'impatto degli uccelli ittiofagi e del cormorano in particolare.
Anche alla luce dei contenuti dell'Art. 41 della L.R. 26/83 e succ. mod., questi interventi sono stati di tipo incruento e finalizzati esclusivamente alla dissuasione, cioè all'allontanamento degli animali dalle aree di alimentazione di maggior pregio ittiofaunistico, e in particolare dai fiumi Ticino e Tresa.
Il presente rapporto fornisce i risultati delle due attività sopra citate, fornisce alcuni scenari di possibili sviluppi futuri e, sulla base dei risultati ottenuti dalle sperimentazioni effettuate e delle esperienze maturate in altre province lombarde (Sondrio), prospetta un'ipotesi di intervento.
In relazione al tipo di alimentazione della specie e alla preoccupazione circa l'impatto della stessa sull'ittiofauna, la Provincia di Varese aveva commissionato all'Università dell'Insubria uno studio finalizzato alla valutazione quantitativa delle presenze delle principali specie ittiofaghe, in particolare del cormorano e dello svasso, e del loro impatto sulle popolazioni piscicole dei principali ambienti acquatici della provincia.
Dallo studio, di durata triennale, conclusosi nei primi mesi del 2003, in sintesi era emerso quanto segue:
- per quanto riguarda la valutazione quantitativa delle due specie, si è verificata nel triennio una presenza massima, nelle aree interessate dai censimenti, di 924 cormorani e 2090 svassi;
- dal punto di vista alimentare il cormorano mangia in media 418 g giorno mentre lo svasso in media 65 g giorno (questo dato è comunque da confermare per l'esiguità del campione); complessivamente la dieta è risultata per il cormorano piuttosto diversificata, andando ad interessare tutte le specie ittiche più rappresentate;
- complessivamente il prelievo annuale esercitato dalle due specie in Provincia di Varese arriva a circa 93 tonnellate di pesce all'anno (circa 57 tonnellate il cormorano e 36 lo svasso);
- dal punto di vista degli impatti sui popolamenti ittici lo studio conclude che per quanto riguarda gli ambienti lacustri..."i laghi paiono per ora sostenere l'attuale predazione da parte degli uccelli ittiofagi per quanto paragonabile, in termini assoluti, all'intero prelievo della pesca professionale provinciale"; mentre per quanto riguarda i fiumi ... "l'ittiofauna degli ambienti fluviali, ed in particolare del Ticino, potrebbe effettivamente risentire della presenza degli uccelli ittiofagi ed in particolare dei cormorani", infatti "per il Ticino emergono cambiamenti in senso negativo, sia della composizione in specie, ridottasi rispetto a pochi anni fa, sia dell'abbondanza". Inoltre si osserva come il Ticino ospiti specie di particolare pregio ittiofaunistico, alcune delle quali in declino (trota marmorata, pigo, temolo, lasca e storione cobice) attualmente oggetto di progetti e di interventi finalizzati alla loro conservazione e al loro incremento; quindi una intensa attività di predazione da parte dell'avifauna ittiofaga può rappresentare un fattore di condizionamento aggiuntivo;
- vengono infine evidenziati gli "effetti comportamentali" indotti sui pesci dalla presenza degli uccelli ittiofagi, che comportano una concentrazione ed una localizzazione dei pesci di tipo innaturale e dalle possibili conseguenze negative.
Gli argomenti citati e le conclusioni dello studio sono stati oggetto di discussione della Consulta Provinciale della Pesca del luglio 2003 e la stessa ha unanimamente riconosciuto come molto elevato l'impatto provocato dagli uccelli ittiofagi, anche sui laghi, ed ha sollecitato l'Assessorato a prendere provvedimenti più idonei per limitare tale prelievo.
Sulla base di quanto illustrato ed in considerazione delle indicazioni gestionali fornite dallo studio, nell'autunno 2003 si è ritenuto necessario:
1. proseguire il censimento del cormorano così da avere dati aggiornati sull'andamento della specie;
2. mettere in atto un intervento di carattere sperimentale finalizzato a verificare le migliori metodiche di contenimento dell'impatto degli uccelli ittiofagi e del cormorano in particolare.
Anche alla luce dei contenuti dell'Art. 41 della L.R. 26/83 e succ. mod., questi interventi sono stati di tipo incruento e finalizzati esclusivamente alla dissuasione, cioè all'allontanamento degli animali dalle aree di alimentazione di maggior pregio ittiofaunistico, e in particolare dai fiumi Ticino e Tresa.
Il presente rapporto fornisce i risultati delle due attività sopra citate, fornisce alcuni scenari di possibili sviluppi futuri e, sulla base dei risultati ottenuti dalle sperimentazioni effettuate e delle esperienze maturate in altre province lombarde (Sondrio), prospetta un'ipotesi di intervento.
