Il Lago Ceresio - riassunto della ricerca relativa al quadro limnologico e all' analisi del popolamento ittico, con particolare riferimento a due specie esotiche, lucioperca (Stizostedion lucioperca) e gardon (Rutilus rutilus) e alle tecniche di gestione
Grande lago prealpino di natura glaciale terminale (Tonolli, 1975) dalla forma articolata, il Lago di Lugano occupa una superficie totale di quasi 50 km2, in territorio italo-svizzero.
Dal punto di vista limnologico esso è costituito da due bacini: nord e sud; in particolare quest'ultimo, su cui si è concentrata l'attività di ricerca, è soggetto a fenomeni di rimescolamento sull'intera colonna d'acqua che, mentre da un lato favoriscono la riossigenazione degli strati profondi, dall'altro portano di nuovo in sospensione le sostanze accumulatesi nei sedimenti nei periodi di stratificazione termica.
L'elaborazione dei dati chimici riguardanti il bacino sud del lago, derivati dai rapporti annuali della Commissione per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere, e l'applicazione su di essi della metodica OECD (1982) lo definiscono, contro la propria natura di lago oligotrofo, un lago attualmente eutrofo, ma tendente al miglioramento, venendo da una situazione di ipertrofia fatta registrare un'ultima volta nel 1981.
L'applicazione di due modelli predittivi dell'evoluzione trofica del lago (modello di Vollenweider e modello a box) individua una probabilità di miglioramento fino ad una condizione di oligo-mesotrofia, che si realizzerebbe a medio-lungo termine qualora fossero abbattuti tutti gli scarichi puntiformi insistenti sul bacino.
Il risanamento del lago diviene d'altronde un impegno imprescindibile nell'ottica di una più attenta gestione del patrimonio ittico del lago. La comunità ittica infatti versa attualmente in una condizione di forte squilibrio, con l'evidente contrazione delle popolazioni delle specie ittiche più sensibili (quali i Salmonidi: coregone, trota lacustre e salmerino alpino), oltretutto caratterizzate da una più bassa fecondità relativa, e l'affermazione delle specie ittiche più resistenti, invece generalmente dotate di elevata fecondità relativa.
In particolare si registra l'imponente affermazione di due specie esotiche: il lucioperca (Stizostedion lucioperca), presente in lago da oltre quarant'anni e il cui presunto danno sulla popolazione di pesce persico appare ingiustificato vista l'abbondanza di quest'ultimo e le prove di una dieta non selettiva riscontrata dall'analisi dei contenuti alimentari, e il gardon (Rutilus rutilus), la cui presenza è esplosa negli ultimi anni, favorita dalle condizioni trofiche del lago, e sulla cui regressione potrebbe avere particolare incidenza il risanamento delle condizioni trofiche del lago.
Il risanamento non è comunque l'unico tipo d'intervento da realizzare a favore della comunità ittica: attività di miglioramento dell'habitat, come il ripristino e l'incremento delle zone di canneto, la costruzione di passaggi artificiali per pesci in corrispondenza degli sbarramenti (Ponte Tresa, Creva), l'allestimento e l'incremento dei susbstrati riproduttivi per pesci (letti di frega per alborella, legnaie per pesce persico) si rendono necessari per la gestione della fauna.
Accanto ad essi, si individuano specifiche misure a sostegno delle specie ittiche di maggior pregio ed attualmente in fase di declino o di reintroduzione, come trota lacustre, salmerino alpino, coregone, alborella e pigo.
Lavoro svolto a cura di:
Cesare Puzzi*, Angelo Zilio**, Stefania Trasforini*, Massimo Sartorelli*, Beniamino Barenghi*
*G.R.A.I.A. srl , Via Repubblica 2, 21020 Varano Borghi (VA) - e.mail: graia@libero .it
**Provincia di Varese - Settore Politiche per l'Agricoltura e Gestione Faunistica, P.zza Libertà 1, 21100 Varese - e.mail: azilio@provincia.va.it
Dal punto di vista limnologico esso è costituito da due bacini: nord e sud; in particolare quest'ultimo, su cui si è concentrata l'attività di ricerca, è soggetto a fenomeni di rimescolamento sull'intera colonna d'acqua che, mentre da un lato favoriscono la riossigenazione degli strati profondi, dall'altro portano di nuovo in sospensione le sostanze accumulatesi nei sedimenti nei periodi di stratificazione termica.
L'elaborazione dei dati chimici riguardanti il bacino sud del lago, derivati dai rapporti annuali della Commissione per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere, e l'applicazione su di essi della metodica OECD (1982) lo definiscono, contro la propria natura di lago oligotrofo, un lago attualmente eutrofo, ma tendente al miglioramento, venendo da una situazione di ipertrofia fatta registrare un'ultima volta nel 1981.
L'applicazione di due modelli predittivi dell'evoluzione trofica del lago (modello di Vollenweider e modello a box) individua una probabilità di miglioramento fino ad una condizione di oligo-mesotrofia, che si realizzerebbe a medio-lungo termine qualora fossero abbattuti tutti gli scarichi puntiformi insistenti sul bacino.
Il risanamento del lago diviene d'altronde un impegno imprescindibile nell'ottica di una più attenta gestione del patrimonio ittico del lago. La comunità ittica infatti versa attualmente in una condizione di forte squilibrio, con l'evidente contrazione delle popolazioni delle specie ittiche più sensibili (quali i Salmonidi: coregone, trota lacustre e salmerino alpino), oltretutto caratterizzate da una più bassa fecondità relativa, e l'affermazione delle specie ittiche più resistenti, invece generalmente dotate di elevata fecondità relativa.
In particolare si registra l'imponente affermazione di due specie esotiche: il lucioperca (Stizostedion lucioperca), presente in lago da oltre quarant'anni e il cui presunto danno sulla popolazione di pesce persico appare ingiustificato vista l'abbondanza di quest'ultimo e le prove di una dieta non selettiva riscontrata dall'analisi dei contenuti alimentari, e il gardon (Rutilus rutilus), la cui presenza è esplosa negli ultimi anni, favorita dalle condizioni trofiche del lago, e sulla cui regressione potrebbe avere particolare incidenza il risanamento delle condizioni trofiche del lago.
Il risanamento non è comunque l'unico tipo d'intervento da realizzare a favore della comunità ittica: attività di miglioramento dell'habitat, come il ripristino e l'incremento delle zone di canneto, la costruzione di passaggi artificiali per pesci in corrispondenza degli sbarramenti (Ponte Tresa, Creva), l'allestimento e l'incremento dei susbstrati riproduttivi per pesci (letti di frega per alborella, legnaie per pesce persico) si rendono necessari per la gestione della fauna.
Accanto ad essi, si individuano specifiche misure a sostegno delle specie ittiche di maggior pregio ed attualmente in fase di declino o di reintroduzione, come trota lacustre, salmerino alpino, coregone, alborella e pigo.
Lavoro svolto a cura di:
Cesare Puzzi*, Angelo Zilio**, Stefania Trasforini*, Massimo Sartorelli*, Beniamino Barenghi*
*G.R.A.I.A. srl , Via Repubblica 2, 21020 Varano Borghi (VA) - e.mail: graia@libero .it
**Provincia di Varese - Settore Politiche per l'Agricoltura e Gestione Faunistica, P.zza Libertà 1, 21100 Varese - e.mail: azilio@provincia.va.it
