Presentazione
L'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale (A. ATO) è un'Ente istituito dalla Legge 5 gennaio 1994 n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche", la cosiddetta "Legge Galli" dal nome del suo estensore.
La "Legge Galli" ha aperto la strada al riordino dei servizi idrici e all'industrializzazione del sistema, stabilendo una netta separazione di ruoli tra l'attività di indirizzo e controllo e quella più propriamente gestionale. Più precisamente essa prevede la riorganizzazione dei servizi idrici mediante la costituzione di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) mirati al superamento della frammentazione gestionale esistente attraverso l'integrazione territoriale (definizione di bacini d'utenza di dimensione ottimale) e l'integrazione funzionale delle diverse attività del ciclo idrico (acquedotto - fognatura - depurazione). Sintetizzando i contenuti della "Legge Galli", si può affermare che essa risponde a quattro domande fondamentali per l'organizzazione del Servizio Idrico:
Chi detta le regole generali?
lo Stato e le Regioni, che approvano Leggi sulla base delle competenze stabilite dalla Costituzione e nel rispetto delle direttive UE;
chi organizza il Servizio a livello di Ambito?
I Sindaci ed il Presidente della Provincia, in forma di cooperazione orizzontale: cioè associati nell'Autorità d'Ambito (l'A.ATO);
chi gestisce il Servizio?
Uno o più soggetti di tipo industriale, con rapporto contrattuale ben definito (contratto di servizio);
chi sostiene i costi del Servizio?
L'utente, tramite la tariffa dell'acqua, che remunera costi d'esercizio ed investimenti realizzati (le nuove opere….) lo Stato e la Regione, mediante finanziamenti mirati
I compiti istituzionali dell'Autorità d'ATO
La Legge conferisce all' A.ATO compiti delicati e complessi, che possono essere così individuati:
pianificazione: effettua la ricognizione di strutture ed impianti; approva il programma degli interventi (Piano d'Ambito) inteso come strumento di attuazione delle scelte strategiche dell'Ambito. Il Piano d'Ambito si articola in:
affidamento del Servizio Idrico: individua il nuovo Gestore e gli affida il Servizio;
regolazione: detta norme per il corretto funzionamento della gestione del Servizio Idrico Integrato;
controllo: controlla il Servizio e l'attività del gestore (l'Azienda….) al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi ed i livelli di qualità previsti dal Piano d'Ambito; valuta l'andamento economico e finanziario della gestione e definisce il complesso delle attività necessarie a verificare la corretta e puntuale attuazione del Piano; assicura la corretta applicazione delle tariffe.
L'Autorità d'ATO della Provincia di Varese
L'A.ATO della Provincia di Varese è uno dei 12 Ambiti in cui la Legge Regionale (L.R. 26/03) ha suddiviso il territorio della Lombardia (coincidono con le 11 province + l'ATO Città di Milano).
I Comuni e la Provincia si sono quindi organizzati dapprima in "convenzione", dando vita all'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale (A.ATO) e hanno demandato all'Amministrazione Provinciale il compito di Ente responsabile del coordinamento dell'ATO.
L'organo di indirizzo è la Conferenza dei Sindaci, composta dai 141 Sindaci della provincia di Varese (o dai loro delegati) e dal Presidente della Provincia di Varese (o suo delegato) con funzioni di Presidente dell'A.ATO.
Un'organo più "esecutivo" è invece il Comitato Ristretto, composto da 14 Sindaci rappresentativi di tutte le aree territoriali (1 rappresentante per ogni Comunità Montana + 1 rappresentante per ogni città -Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Saronno- 3 rappresentanti per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e 3 rappresentanti per i Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti), eletti dalla Conferenza dei Sindaci, più il Presidente dell'A.ATO.
Dal 17 dicembre 2008 l'A.ATO si è trasformata in "Consorzio" tra i 141 Comuni e la Provincia, registrato all'Ufficio del Registro di Varese.
Tale trasformazione ha portato l'acquisizione natura giuridica propria e la nuova elezione degli organi di gestione suddivisi in:
L'A.ATO è dotata di propri uffici, la cosiddetta Segreteria Tecnica, guidata da un Responsabile e composta da un'area amministrativa, da un'area tecnica. Il personale è attualmente comandato da alcuni Comuni e Provincia.
Chi gestirà il Servizio Idrico Integrato?
Abbiamo detto che l'A.ATO si occupa di acque. E' importante precisare però che l'Autorità d'ATO non è una Azienda e quindi non è un gestore (il soggetto che porta l'acqua ai rubinetti e che realizza le opere ecc.). L'A.ATO definisce degli obiettivi e controlla la realizzazione degli investimenti (cioè delle opere che i Sindaci hanno deciso di realizzare).
E' l'Autorità di controllo del Servizio Idrico Integrato (acquedotto + fognatura + depurazione) a servizio del cittadino/utente, in altre parole è il "Garante dei Servizi Idrici".
Il Servizio Idrico Integrato, sarà invece svolto da un soggetto: il Gestore Unico delle reti ed impianti, ai sensi della vigente normativa.
Si occuperà invece della manutenzione ordinaria, straordinaria e nuovi investimenti previsti all'interno del Piano d'Ambito, degli allacciamenti, della bollettazione, della riscossione e di tutti qui servizi direttamente collegati agli utenti.
L'A.ATO definirà, quindi, i livelli e gli standard di qualità del Servizio Idrico Integrato in modo omogeneo su tutto il territorio provinciale (l'Ambito) in modo adeguato alle necessità del cliente finale: l'utente/cittadino.
Cosa significa Servizio Idrico Integrato
Ai sensi dalla vigente normativa in materia di Risorse Idriche, il servizio idrico integrato è costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

La "Legge Galli" ha aperto la strada al riordino dei servizi idrici e all'industrializzazione del sistema, stabilendo una netta separazione di ruoli tra l'attività di indirizzo e controllo e quella più propriamente gestionale. Più precisamente essa prevede la riorganizzazione dei servizi idrici mediante la costituzione di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) mirati al superamento della frammentazione gestionale esistente attraverso l'integrazione territoriale (definizione di bacini d'utenza di dimensione ottimale) e l'integrazione funzionale delle diverse attività del ciclo idrico (acquedotto - fognatura - depurazione). Sintetizzando i contenuti della "Legge Galli", si può affermare che essa risponde a quattro domande fondamentali per l'organizzazione del Servizio Idrico:
Chi detta le regole generali?
lo Stato e le Regioni, che approvano Leggi sulla base delle competenze stabilite dalla Costituzione e nel rispetto delle direttive UE;
chi organizza il Servizio a livello di Ambito?
I Sindaci ed il Presidente della Provincia, in forma di cooperazione orizzontale: cioè associati nell'Autorità d'Ambito (l'A.ATO);
chi gestisce il Servizio?
Uno o più soggetti di tipo industriale, con rapporto contrattuale ben definito (contratto di servizio);
chi sostiene i costi del Servizio?
L'utente, tramite la tariffa dell'acqua, che remunera costi d'esercizio ed investimenti realizzati (le nuove opere….) lo Stato e la Regione, mediante finanziamenti mirati
I compiti istituzionali dell'Autorità d'ATO
La Legge conferisce all' A.ATO compiti delicati e complessi, che possono essere così individuati:
pianificazione: effettua la ricognizione di strutture ed impianti; approva il programma degli interventi (Piano d'Ambito) inteso come strumento di attuazione delle scelte strategiche dell'Ambito. Il Piano d'Ambito si articola in:
- analisi dello stato attuale dei servizi e degli impianti;
- definizione dei livelli di servizio e della evoluzione della domanda;
- strategia e progetti futuri;
- piano finanziario (investimenti e risorse);
- modello gestionale e organizzativo;
- quadro tariffario;
- verifiche periodiche;
affidamento del Servizio Idrico: individua il nuovo Gestore e gli affida il Servizio;
regolazione: detta norme per il corretto funzionamento della gestione del Servizio Idrico Integrato;
controllo: controlla il Servizio e l'attività del gestore (l'Azienda….) al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi ed i livelli di qualità previsti dal Piano d'Ambito; valuta l'andamento economico e finanziario della gestione e definisce il complesso delle attività necessarie a verificare la corretta e puntuale attuazione del Piano; assicura la corretta applicazione delle tariffe.
L'Autorità d'ATO della Provincia di Varese
L'A.ATO della Provincia di Varese è uno dei 12 Ambiti in cui la Legge Regionale (L.R. 26/03) ha suddiviso il territorio della Lombardia (coincidono con le 11 province + l'ATO Città di Milano).
I Comuni e la Provincia si sono quindi organizzati dapprima in "convenzione", dando vita all'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale (A.ATO) e hanno demandato all'Amministrazione Provinciale il compito di Ente responsabile del coordinamento dell'ATO.
L'organo di indirizzo è la Conferenza dei Sindaci, composta dai 141 Sindaci della provincia di Varese (o dai loro delegati) e dal Presidente della Provincia di Varese (o suo delegato) con funzioni di Presidente dell'A.ATO.
Un'organo più "esecutivo" è invece il Comitato Ristretto, composto da 14 Sindaci rappresentativi di tutte le aree territoriali (1 rappresentante per ogni Comunità Montana + 1 rappresentante per ogni città -Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Saronno- 3 rappresentanti per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e 3 rappresentanti per i Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti), eletti dalla Conferenza dei Sindaci, più il Presidente dell'A.ATO.
Dal 17 dicembre 2008 l'A.ATO si è trasformata in "Consorzio" tra i 141 Comuni e la Provincia, registrato all'Ufficio del Registro di Varese.
Tale trasformazione ha portato l'acquisizione natura giuridica propria e la nuova elezione degli organi di gestione suddivisi in:
- Assemblea dei Sindaci composto con le stesse modalità della Conferenza dei Sindaci;
- Consiglio d'Amministrazione composto con le stesse modalità del Comitato Ristretto.
L'A.ATO è dotata di propri uffici, la cosiddetta Segreteria Tecnica, guidata da un Responsabile e composta da un'area amministrativa, da un'area tecnica. Il personale è attualmente comandato da alcuni Comuni e Provincia.
Chi gestirà il Servizio Idrico Integrato?
Abbiamo detto che l'A.ATO si occupa di acque. E' importante precisare però che l'Autorità d'ATO non è una Azienda e quindi non è un gestore (il soggetto che porta l'acqua ai rubinetti e che realizza le opere ecc.). L'A.ATO definisce degli obiettivi e controlla la realizzazione degli investimenti (cioè delle opere che i Sindaci hanno deciso di realizzare).
E' l'Autorità di controllo del Servizio Idrico Integrato (acquedotto + fognatura + depurazione) a servizio del cittadino/utente, in altre parole è il "Garante dei Servizi Idrici".
Il Servizio Idrico Integrato, sarà invece svolto da un soggetto: il Gestore Unico delle reti ed impianti, ai sensi della vigente normativa.
Si occuperà invece della manutenzione ordinaria, straordinaria e nuovi investimenti previsti all'interno del Piano d'Ambito, degli allacciamenti, della bollettazione, della riscossione e di tutti qui servizi direttamente collegati agli utenti.
L'A.ATO definirà, quindi, i livelli e gli standard di qualità del Servizio Idrico Integrato in modo omogeneo su tutto il territorio provinciale (l'Ambito) in modo adeguato alle necessità del cliente finale: l'utente/cittadino.
Cosa significa Servizio Idrico Integrato
Ai sensi dalla vigente normativa in materia di Risorse Idriche, il servizio idrico integrato è costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.
