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Il Chiostro di Voltorre

Poco distante dal centro di Gavirate, si affaccia tra i bagliori del Lago di Varese, un piccolo e prezioso monumento risalente ai primi decenni del Medioevo. Il Chiostro di Voltorre, sorto tra il 1100 e il 1150 d.c., venne costruito nella piccola frazione omonima ai piedi del verdeggiante Parco del Campo dei Fiori. Il Monastero, centro pulsante di una laboriosa attività benedettina, rimase abitato dai monaci fino ai primi del '500, quando Papa Leone X, in accordo con l'ultimo priore Alessandro Sforza, accorpò il Chiostro ai canonici lateranensi di Santa Maria della Passione di Milano, i quali lo lasciarono nel 1798, dopo la confisca dei beni di tutti gli ordini religiosi, fortemente voluta dai decreti napoleonici. La struttura semplice ed elegante della piccola chiesa, accoglie lo sguardo curioso dei visitatori che assaporano ogni dettaglio nascosto, scorgendo angoli di pura arte romanica lombarda tra le fronde degli alberi che la circondano. L'interno si compone di un'unica navata con abside semicircolare, si pensa sia stata modificata pochi decenni dopo la sua costruzione, ipotesi certificata dalla presenza di alcuni resti risalenti al V e VI secolo. Tra il '600 e il '700 venne aggiunta una cappella in stile barocco. Nel tempo la facciata esterna venne ritoccata, ma senza sconvolgere la linearità del suo campanile basso e massiccio di forma quadrangolare. A circa metà della sua altezza si notano, in stile medievale, due finestre, ad arco di pietra, strette e di forma allungata. L'alveo campanario è piuttosto ampio, doveva infatti contenere una grossa campana circolare, smantellata in epoche remote. La parte più a sud dell'intero complesso ospita alcuni, ampi locali aperti al pubblico, ma per la sua rilevante importanza architettonica spicca, intorno alla tenera erba del giardino, il chiostro vero e proprio. L'opera di Lanfranco da Ligurno risale al XII secolo. Si estende dietro la chiesa grazie ad un porticato rettangolare abbellito da colonnine in pietra, decorate con motivi ispirati alla natura fiorita, ripresa anche sui capitelli, di origine classica e dagli stili inconfondibili: dorico, ionico, corinzio, greco e bizantino. La semplicità dei dettagli e l'eleganza delle geometrie creano giochi di luce e suggestioni scritte dal tempo. Chiunque desideri visitarlo scoprirà uno spaccato di storia vissuta, ricca di avvenimenti e un dialogo, con la modernità, sempre più aperto al mondo, all'insegna di una totale riscoperta di se stessi. (RM)

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