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Castiglione Olona |
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Sindaco: Piergiorgio Luini Abitanti: 7.517
| Come
Arrivarci Autostrada A8 uscita Varese Est località Gazzada >5 Km al Centro storico. Pullman: autolinee da Varese. Treni: Ferrovie Nord Milano stazione di Venegono Superiore (5 Km circa) |
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Telefoni utili:
Municipio: 0331
- 824801
I.A.T.: 0331 - 858048
Polizia: 0332 - 251611
Museo Branda Castiglione: 0331 - 858048
Biblioteca: 0331 - 824867
FF.SS. 1478-88088
Palazzo Branda Castiglioni - via Mazzini, 23
| Castiglione
Olona ed il Cardinal Branda Castiglioni Castiglione Olona (Varese) deriva il nome da castellio, ionis: un piccolo castello insediato su di un colle isolato nel fondo della valle del fiume Olona, in un tratto del suo corso contrassegnato da altri importanti insediamenti che hanno lasciato rilevanti testimonianze storico - monumentali dell'età medioevale (Torba, Gornate Superiore, Castelseprio, Cairate). La sua antichità rimonta sicuramente alletà romana. |
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La
leggenda vuole che il castello sia stato fondato da Stilicone nel 401; forse
Onorato (560 -571?) metropolita milanese fu il primo dei vescovi nati
dalla famiglia dei Castiglioni. Nelletà dei Longobardi entro la rocca
vera una chiesa con proprio battistero, distinto da quello della Pieve
di Castelseprio cui Castiglione apparteneva.
Nelletà dei Comuni, Castiglione Olona entra a pieno titolo nella storia
con vicende documentate che riferiscono del ruolo riconosciuto dei Capitanei
de Castellione; delle lotte legate ad Arialdo ed Ernelbaldo, capo della
patarìa milanese (1071) , ed allimperatore Federico I, il Barbarossa (1161)
. Ai successivi tempi delle lotte tra Como e Milano, i Castiglioni si trovarono
in mezzo al gioco di potere dei Torriani e dei Visconti. Napo Torriani assalì
la rocca nel 1271 e la distrusse dalle fondamenta ; Matteo Visconti salvò i
Castiglioni e la loro rocca nel 1925. Alla fine spenta la potenza dei comaschi
Torriani, i milanesi Visconti assicurarono la pace e la rocca sullOlona
perse tutta limportanza militare che aveva. La storia di Castiglione Olona,
per quanto di riguardo, non sarebbe risultata tanto diversa da quella di numerosi
altri piccoli castelli prealpini del territorio comasco-milanese, se non lavesse
magnificata la presenza del Cardinal Branda Castiglioni (1350 1443),
famosissimo tra le genti dEuropa, che fece eseguire, a sue spese, opere
di grandissima qualità artistica.
Della vita del Cardinale si hanno informazioni preziose affidate ad una pergamena
fatta scrivere dal suo collaboratore e familiare, il Moravo Giovanni da Olmutz,
deposta nel sarcofago di pietra allestito nella Collegiata (1443) e rinvenuta
quando, il 13 giugno 1935, si procedette alla ricognizione della salma. Suo
padre, Maffiolo, apparteneva alla famiglia dei nobili di Castiglione; la madre,
Lucrezia, discendeva dalla famiglia Porro dei Conti di Polenta. Il nonno materno,
Stefano morto nel 1391, aveva fatto edificare ed affrescare un oratorio a Lentate
sul Seveso, rinomatissimo per le vicende artistiche dellarte gotica lombarda,
come loratorio di Mocchirolo, fatto costruire dalla stessa famiglia.
Alluniversità
di Pavia, dove aveva conseguito la laurea in diritto civile e canonico, insegnò
diritto negli anni 1388-89; in quellambiente, forse, maturò la sua scelta
religiosa, sotto linfluenza di Konrad Waldhauser (1325-69), apostolo
della devotio moderna, che fu una delle correnti spirituali
più forti sviluppatesi nel corso del Tre- Quattrocento, nata per contrastare
la mistica tedesca, indirizzata, invece, nel concreto, verso la diffusione della
dottrina evangelica, lesercizio della carità, la riforma del clero e della
vita religiosa, alla quale il cardinale si ispirò per il resto della sua vita.
Si segnalò per prudenza ed eloquenza e fu mandato nel 1389, ambasciatore dei
Visconti presso il Pontefice Bonifacio IX; fu nominato Vescovo di Piacenza (1404);
fu inviato come legato del Pontefice Giovanni XXIII nel regno di Ungheria (1410);
creato Cardinale (1411); fatto Vescovo e Conte di Veszprèm (1412), in Ungheria.
Ebbe parte di rilievo nei Concilìi di Pisa (1409) , di Costanza (1414-18)
e di Basilea (1431-45) . Fu per merito suo che il Patriarca dei Greci
e lImperatore di Costantinopoli vennero in Italia, al Concilio di Ferrara,
poi trasferito a Firenze, e, a nome della chiesa di Grecia, si riunirono a quella
di Roma .
La sua
attività di diplomatico si accompagnò a quella di promotore degli studi, segnalandosi
per due istituzioni importantissime per la vita del tempo: il collegio di San
Agostino a Pavia, fornito di abbondantissima biblioteca, dove si sarebbero mantenuti
24 studenti poveri provenienti dalle diverse parti dEuropa; e la scuola
di Castiglione Olona, dove lOltmuz ebbe a svolgere il ruolo di maestro
di almeno una novantina di studenti, insegnandovi la grammatica fino a "Donato"
ed il canto. Ma specialmente fu costruttore di chiese e di palazzi. Oltre a
quelli fatti erigere a Milano, a Pavia, a Budapest, vi sono le opere che rendono
Castiglione Olona unica nel contesto dellarte gotico- umanistica lombarda
: il palazzo che fu la sua dimora e quello destinato ai familiari; la collegiata
della Beata Vergine e dei Santi Lorenzo e Stefano, opera dei Solari di Carona
(Canton Ticino) ;la chiesa del SS.mo Corpo di Cristo o "di villa",
di ispirazione brunelleschiana.
Masolino da Panicale, conosciuto a Firenze nel 1425, incontrato poi in Ungheria,
incaricato di affrescare la sua cappella in San Clemente a Roma (1428) , fu
chiamato a Castiglione per lavorare nel palazzo, in Colllegiata e nel Battistero
(1435) .La presenza di uno che tra i più eleganti e raffinati maestri della
pittura toscana nel clima tra il tardo- gotico e lumanesimo, consegnò
al borgo testimonianze darte rilevantissime che non ebbero però alcuna
risonanza nellambiente culturale del tempo, come pure quelle lasciate
dal Vecchietta e dallo Schiavo che operarono in Collegiata e nel Palazzo del
Cardinale dopo lintervento di Masolino. Una larga parte lebbero
pure gli scultori, alcuni dei quali probabilmente di estrazione ticinese, attivi
a Milano e a Venezia, la cui attività si espresse nella Collegiata (sarcofago
del Cardinale, ancone di pietra dipinta degli altari laterali, portale con lunetta
nella quale spicca la figura inginocchiata del Branda ecc.) ,nel Battistero
(fonte battesimale), nella chiesa "di villa" (statue della facciata,
portale ecc.) .
Come in
una medaglia rinascimentale, insomma, la faccia col profilo del castello di
Castiglione Olona e quella con la testa del Cardinal Branda Castiglioni fanno
un tuttuno e consegnano alla nostra considerazione un evento storico-
artistico assolutamente inscindibile ed ineguagliabile.
Il palazzo del Cardinal Branda Castiglioni è composto da due corpi di edificio
ben distinti. Il primo fu costruito nel XIV secolo; ampliato e abbellito nel
XV secolo per volontà del Cardinale Branda, conserva ancora preziosi affreschi
di scuola Lombarda e lavori di Maestri toscani.
La seconda parte di edificio fu fatta erigere dal Porporato nei primi decenni
del XV secolo. Fu poi ampiamente rimaneggiata nei secoli successivi con una
serie di interventi tali che lo hanno interamente modificato nella sua primaria
concezione architettonica.
Lelemento di raccordo tra i due corpi di edificio è composto dalla porzione
di casa che contiene al piano terra la Cappella Cardinalizia e al piano superiore
la loggetta rinascimentale.
Sala del XIV
Secolo: una
sala dellala trecentesca di Palazzo dove è possibile ammirare un grande
camino depoca e il soffitto adorno di peducci in pietra di arenaria, manufatti
di notevole interesse artistico.
Le pareti sono arredate con tre quadri a soggetto religioso, dipinti ad olio:
una Sacra Famiglia, un martirio detto "dei Quattro Santi Coronati"
recentemente attribuito a Filippo Abbiati ( 1642 1715 ) ed un Santo Matteo.
I quadri sono del XVII secolo.
Loggetta
Rinascimentale
Salendo la scala in pietra serena si giunge nella "Loggia rinascimentale"
un tempo aperta. Le inferriate con vetri sono unaggiunta del secolo scorso.
Alle pareti sono visibili tracce di antiche affrescature attribuite a Lorenzo
Di Pietro detto il Vecchietta (Siena 1412 1480) . Si noti la natura morta
sotto il cornicione marcapiano di Paolo Schiavo ( Firenze 1397 Pisa1479)
e la decorazione muraria dove sono ancora leggibili motivi ornamentali simili
a quelli della Camera del Prelato.
Il soffitto cinquecentesco è di legno decorato con ventotto tavolette dipinte
a tempera che rappresentano i blasoni del casato Castiglioni e daltre
nobili famiglie. Camminando sui gradini, prima dentrare nella sala "della
Quadraria" è visibile una ricerca stratigrafica nella quale compare un
sole detto " di San Bernardino" ( prima metà del 400) sopra
il quale nel XVII secolo è stato dipinto un moretto ( si noti il collare della
schiavitù) .
Quadreria
Questa grande sala fu aggiunta al Palazzo nel XVII secolo. Alle pareti troviamo
quadri con ritratti del nobile Casato Castiglioni realizzati da autori ignoti
nei secoli XVII e XVIII.
I ritratti hanno valore
affettivo e testimoniano limportanza di questa nobile Famiglia che diede
i natali al Cardinal Branda, a due Papi, ad innumerevoli uomini di legge e di
cultura. Ricordiamo fra tutti Baldassarre Castiglioni (del ramo dei Castiglioni
di Mantova) autore de "Il Cortegiano" immortalato da Raffaello in
un importante ritratto oggi conservato al Louvre di Parigi.. Il ritratto posto
al centro della Quadreria, sulla destra di chi entra, è quello del grande e
munifico Cardinale. La parte di fondo è impreziosita da un imponente camino
rinascimentale in pietra arenaria sormontato da una coppa adornata di stucchi
baroccheggianti.
Al centro della cappa uno stemma gentilizio maritale ci rammenta lunione
di due nobili famiglie lombarde: i Castiglioni e i DAdda costituitasi
nel 1570 con un matrimonio.
Camera
del Cardinale
Nellala
del Palazzo costruita nel XIV secolo. La prima stanza che sincontra è
nota come "Camera del Cardinale". Le pareti sono interamente affrescate,
forse da un Maestro di scuola lombarda. In ogni parte si leggono quattro fasce
daffrescatura ben distinte: la prima è una fascia terminale
adorna di quadrilobi con stemmi del Casato, la seconda
è un grande giardino ricco di alberi da frutta, fiori, erbe aromatiche e medicinali,
puttini che giocano, la terza un arazzo dipinto sul quale appaiono
cartigli recanti motti latini, insegnamenti e massime tratti da autori classici
cari a Branda: Cicerone, Terenzio, Seneca
Si noti il carattere della scrittura:
è un gotico corale. La quarta è una panchina di pietra.
Larredo della stanza è completato da un elegante camino a muro del
400 sovrastato dallo stemma Castiglioni e da unanconetta in pietra sotto
la quale è leggibile una data "1423, 14 Ottobre". Forse la datazione
degli affreschi.
La grande finestra in arenaria è originale così come lo sono i mascheroni che
reggono le due panche in pietra. Al centro della sala trova collocazione il
così detto "Letto del Cardinale" manufatto di legno scolpito ingentilito
da figurette presenti sulle quattro colonne che reggono il baldacchino. Il letto
è del XVI secolo.
Lo studiolo del cardinale
Nella stanza attigua,
nota come"Lo studio del Cardinale" si noti sulla parte di sinistra
un antico mobile, recentemente restaurato, del XVII secolo, con ritocchi effettuati
nei secoli successivi. Il mobile è composto da due parti ben distinte: una parte,
con tronetto centrale e panchette, laltra trattasi di una grande credenza.
Sulla parte di fondo spicca il grande affresco detto "paesaggio ungherese
di Veszprem" dal nome della località dellUngheria dove il Cardinale
fu legato a partire dal 1410
Laffresco, secondo gli ultimi studi, è opera di due grandi Maestri: Masolino
da Panicale e Lorenzo di Pietro, il Vecchietta. Avrebbero lavorato su questa
parte nel 1435 regalandoci unopera unica al mondo: il paesaggio protagonista
dellaffresco dove non compaiono, così come indicava la tradizione, personaggi
con le loro storie di vita. In alto, corre un fregio con adornati gotici, puttini
e medaglioni recanti lo stemma cardinalizio, a destra, nel riquadro compare
il ritratto di una fanciulla: autore Masolino da Panicale .
Due mappamondi del XVII secolo completano larredo dello studiolo.
Cappella di san Martino
Scoperta nel 1982, la
cappella è stata interamente restaurata ,oggi è uno dei gioielli pittorici del
palazzo.
Lopera pittorica è stata attribuita al Vecchietta che secondo gli ultimi
studi lavorò a questo ciclo daffreschi tra il 1437 ed il 1439.
Sulla parete che sovrasta la piccola abside , il pittore ha dipinto la crocifissione
, sulla parete opposta una "Chiesa Trionfante" con Papi e Presbiteri,
Cardinali e fondatori degli Ordini Monastici , sulla parete con locchio
di luce una "Strage degli Innocenti " su quella di fronte una
processione di donne , vergini e martiri guidate da S.Orsola in cammino verso
Gesù Cristo.
Completano le immagini pittoriche , larco affrescato con otto profeti
e a lato del finto marmo nella parte bassa ,una famigliola , forse gli offerenti
.
Nel piccolo vano introdotto dallarco si noti nella volta la raffigurazione
di Dio Padre contornato dalle Schiere Angeliche.
La volta a crociera della Cappella racchiude invece le immagini dei quattro
Evangelisti raffigurati coi loro simboli. La volta è retta da quattro peducci
che raffigurano gli angeli, anchessi di pietra arenaria.
Non vi è possibilità di accesso ai disabili, perché le barriere architettoniche
non sono abbattibili .
Orari di Visita:
Invernale:
dal 1/10
al 30/3
Da Martedì a Sabato 9.00/12.00 - 15.00 /18.00 Domenica e festivi 15.00/18.00
Mercatino: (1°
Domenica di ogni mese) 10.30 / 12.30 15.00 / 18.00
Estivo: dal 1 /
4 al 30 / 9
Da Martedì a Sabato 9.00/12.00
15.00/18.00
Domenica e Festivi 10.30/12.30 15.00/18.00
Ingresso: £
4.000 ridotto £ 3.000
Servizi: visite
guidate non a pagamento.
Per gruppi e singoli: su prenotazione
Cartoline ed informazioni.
Chiesa
del SS. Corpo di Cristo o Chiesa di Villa
Si tratta di una
costruzione eseguita tra il 1431/ 32 ed il 1441/ 44, chiaramente
ispirata dallarchitettura di Filippo Brunelleschi le cui opere erano realizzate
a Firenze in quel medesimo periodo di tempo. Si tratta della prima testimonianza
moderna, di stile umanistico, nella terra del Milanese: è un cubo, delineato,
su due sole facce, da parastre dordine corinzio, sormontato da un tamburo
cilindrico che nasconde la cupola, visibile allinterno. Sulla facciata,
magistrale portale scolpito, di derivazione umanistica (Michelozzo) ; statue
di San Cristoforo e Sant Antonio, attribuite al lombardo Matteo Raverti
(sec. XV ).
Allinterno: lAnnunciazione ai lati dellarco trionfale, raffinate
statue in pietra dipinta di scultore toscano del tempo, ispirato da Masolino;
simulacro del Cristo deposto (scultura del sec.XV); Resurrezione
del Cristo (affresco sec.XV) ; quattro statue in terracotta
dipinta di Dottori della Chiesa, di maestro toscano; sepolcro marmoreo
del giurista Guido Castiglioni, attribuito al Pavese Giovanni Antonio
Amadeo (147-1552) ; affresco della Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco, attribuito
al pittore varesino Galdino (fine sec. XV) , indicativo di un giusto assai meno
raffinato di quello testimoniato dalle opere del tempo del Cardinale e degli
immediati eredi. Sul retro, labside rivela, invece, un impianto tardogotico
lombardo, evidente nel cornicione a dente di sega.
| Collegiata della
Beata Vergine e dei Santi Stefano e Lorenzo Fu fatta erigere dal Branda tra il 1422 ed il 1425, quando il 25 marzo, giorno dellAnnunciazione fu consacrata. Ne furono architetti, in pieno stile del gotico- lombardo quattrocentesco, Alberto, Giovanni e Pietro Solari di Carona (Canton Ticino). Sulla facciata, a capanna, spicca un elegantissimo rosone, che si appoggia direttamente sul sottostante portale. |
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Limpianto pare riferirsi alle forme del tardo - romanico lombardo. Splendida lunetta scolpita, datata 1428, che propone il Cardinal Branda Castiglioni, inginocchiato davanti alla Vergine, e (da sinistra) ai Santi Lorenzo Clemente, Ambrogio e Stefano. Opera di anonimo scultore, di notevole mestiere, forse ispirato da Iacopino da Tradate, attivo nella fabbrica del Duomo di Milano. Allinterno si presenta a tre navate, segnate da due file di pilastri cilindrici. Le pareti sono decorate in stile neo gotico da Francesco Nicora (1859) . In fondo alle navate laterali, altari con pale di pietra scolpita e dipinta del sec. XV. Il presbiterio è isolato dal vano delle navate mediante un arco a pieno centro sul quale appoggia parte del pavimento di una stanza (bruciata durante un incendio nel sec. XVIII) nella quale si custodivano i tesori della Collegiata. Monumento funebre del Cardinal Branda , è un sarcofago scolpito in pietra, realizzato nel 1443, anno di morte del Castiglioni, nel quale fu rinvenuta la pergamena con notizie della sua vita. Sui lati lunghi della cassa corre lelogio funebre scritto dal varesino Mons. Leonardo Griffi inciso in splendidi caratteri gotici. Tabernacolo eucaristico, immurato sulla parete di sinistra, scultura del primo quattrocento di maestro lombardo- veneto. Gli affreschi: sulle volte, le storie della Vergine da Masolino da Panicale. La scena della natività è firmata "Masolinus De Florentia Pinsit". Testimonianze esemplari dello stile di Masolino, per lesigenza delle figure e per lequilibrio compositivo delle scene. Nelle lunette e sulle pareti: affreschi con storie dei Santi Stefano e Lorenzo. Le lunette e la parete di destra (giudizio e lapidazione di Stefano) sono del fiorentino Paolo Badaloni, detto lo Schiavo (prima metà del sec. XV); le pareti di sinistra (martirio e deposizione nel sepolcro di Lorenzo; deposizione nel sepolcro di Stefano) di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, eseguite dopo che fu installato il sarcofago del Cardinale (1443). La tavola a fondo doro: Crocifissione è ritenuta opera del fiorentino Neri di Bicci (1419- 91) ed è un deposito nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Nella sagrestia (sec.XVI), si apprezza il portale destro della Collegiata, del sec. XV, scolpito in pietra dipinta e ben conservato al contrario dellopposto, rovinato dagli agenti atmosferici, dal quale si esce per andare nel Battistero.
Battistero
Cappella di San Giovanni
Lo sazio compreso
tra Collegiata e Battistero doveva essere allestito come un chiostro porticato;
sulla sinistra si eleva la costruzione delloratorio neo- gotico (opera
di Gaudenzio Pedoja, 1908) . il Battistero propriamente era la cappella
gentilizia fatta costruire dal Branda per sé e per la famiglia, dedicata
a San Giovanni Battista, ed affrescata da Masolino (1435).
Edificio composto da due vani quadrilateri, in asse longitudinale, con vasca
battesimale (scultura sec. XV) ed alle pareti Storie
di San Giovanni Battista, con interessante veduta
di Roma sulla controfacciata. Importantissime testimonianze
della pittura del tardo o "gotico internazionale", oltre che della
maturità artistica di Masolino.
Esemplare la rinomatissima scena del Banchetto di Erode
con Salomè che consegna la testa del Battista a Erodiade
e la sepoltura del precursore, ma degne di nota anche
le pareti del Battesimo e la sequenza della condanna di Giovanni Battista
(parete destra del presbiterio). Tra le molteplici teste di personaggi spicca
quella, mai identificata fino ad oggi, del Cardinal Branda (finestra centrale
del presbiterio) che assiste alla Predica del Battista.
Sotto il portico daccesso al Battistero ed al museo,
replica in gesso del coperchio del sarcofago del Cardinale;
porzioni di una parasta in arenaria della Chiesa del SS. mo Corpo di Cristo;
affreschi settecenteschi; due statue in terracotta (sec. XV).
| Museo Conserva solo una minima parte del cospicuo tesoro raccolto in più città dEuropa dal cardinal Branda , depredato, dapprima, col saccheggio di Castiglione Olona , compiuto dagli Svizzeri nel 1513, ed ulteriormente impoverito da diversi furti. |
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Si segnalano: la tavoletta dellAnnunciazione dipinta a tempera, opera del fiorentino Paolo Schiavo; la cassetta debano ed avorio, custodia di reliquie (lipsanoteca), del sec. XV; un calice dargento dorato del sec .XV; la croce in cristallo di rocca legato in argento e bronzo dorato (sec . XV e XVIII); tre corali, in pergamena, del sec. XV.
Palio dei Castelli.
Venerdì 9 luglio
1999
Nel tardo pomeriggio
nelle strade e nelle piazze del borgo si svolgerà la tradizionale Cerimonia
di apertura del "Palio dei Castelli". Vespro solenne con benedizione
del Palio.
Investitura del Capitano del palio alla presenza dei capitani dei rioni, dei
magistrati, dignitari di corte in costume quattrocentesco. Lettura del bando
e corsa dei cerchi lungo un percorso cittadino. Premiazione dei vincitori.
Prima serata:--Pesa
delle botti e assegnazione delle stesse ai rioni iscritti;
Stand gastronomico al parco del Monteruzzo.
Sabato 10
luglio 1999
Dalle ore 18.00 Corteo
storico con gli sbandieratori di Alba lungo le strade del borgo.
Corsa dei bottari, con arrivo al parco del Monteruzzo. Premiazione del rione
vincitore e consegna del Palio.
Spettacolo finale (Atlante), teatro movimento con trampoli, danze, fuochi pirotecnici
e grandi oggetti di scena. Chiusura del Palio dei Castelli.
Stand gastronomico e spazio espositivo.
Domenica 11 luglio 1999
Tardo pomeriggio chiusura
del Palio con spettacoli vari. Stand gastronomico.
Informazioni: Pro
Loco Castiglione Olona - Via Roma, 25 - Tel/fax 0331 - 850084
NB. E' possibile partecipare come figurante al Palio dei Castelli mandando un fax informativo con i propri dati.
Notizie tratte da "Itiner Arte" Debora Ferrari Ass: Cultura e Turismo Provincia di Varese