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Induno Olona

Sindaco:  Carlo Crosti                                                                                Abitanti: 9758

Come arrivarci:
Autostrada A8 uscita Varese a 4   km. in direzione Porto Ceresio
Ferrovie Stato -  stazione Induno Olona
Autolinee locali

Telefoni utili
Municipio: 0332/273111
Museo Civico Comunale: 0332/840611
Polizia: 0332 - 831303
FF.SS.: 1478 - 88088

  Il Castello di Frascarolo (Induno Olona)

Sopra una delle belle colline della Valle Olona, verde di faggi e di querce nel luogo di Frascarolo, un tempo territorio di Ganna, oggi frazione di Induno Olona, sorse una fortezza, in città imprecisata, ma che fa il suo ingresso sicuro nel 1160, quando l'arcivescovo Uberto I fece in esso resistenza armata contro i nobili fuorusciti milanesi

 

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. Questo fortilizio, che era l'avamposto di difesa del monastero di S. Gemolo sulla strada della Valganna, e manteneva ancora questa funzione in un documento del 1264 al tempo del priore don Honrico da Castiglione. Poi il castello seguì le alterne sorti del monastero e nel novembre 1511 fu incendiato dagli Svizzeri guidati dal Card. Matteo Schinner. Il Commendatario Ascanio Cesarini lo affittò nel 1535 ad Alipranndo de theis, alla cui morte passò al figlio Francesco. Costui lo cedette a Gian Giacomo Medici, Marchese di Marignano. Fu però l'ultimo Commendatario il Card. Giovanni Angelo Medici che tentò ripetutamente di assicurare alla famiglia il pieno possesso del castello, cercando di liberarlo dai rapporti livellari con la Badia di Ganna. Il 14 luglio 1559 il Cardinale fece una convenzione con l'Ospedale Maggiore di Milano, al quale egli stesso aveva rinunciato il monastero di Ganna, e cedette in cambio del livello una vigna di 140 pertiche in località S. Damiano in territorio di Cerro nella pieve di S. Giugliano. Sotto i Medici il castello divenne dimora signorile. Gian Giacomo vi aveva portato la sposa Marzia Orsini, vedova di Bartolomeo dAviaho. Parco e giardini all'italiana fanno da splendida cornice a qusta dimora signorile che nel 1727 conobbe l'ultimo momento di grande vitalità artistica. Nel 1837 Donizzetti venne qui a cogliere motivi arcadici di ispirazione e poco dopo lo scrittore Giunto Bazzoni cercò qui nelle memorie del "Medeghino" l'ordito storico per il racconto "Il falco e la Rupe". Il castello è ancora oggi proprietà privata del Marchese Medici. Notizie: Roberto Comolli - Luigi Zanzi, Tracce di storia dell'Abbazia di S. Gemolo in Valganna, 1999 Nicolini editore.

Orari:     Venerdi 21.00/23.00 Domenica  10.00/12.00 
                Feriali: visite per scolaresche su appuntamento
Ingresso:  Gratuito
                Servizi: conferenze