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Varese |
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Sindaco: Aldo Fumagalli Abitanti: 83.839
Notizie
utili:
Municipio: 0332/255111
Ufficio Sport: 0332/255254
Biblioteca comunale: 0332/255273 - 330387
Ferrovie dello Stato: 1478/88088
Ferrovie Nord Milano: 0332/284174
Polizia: 0332/801111
Villa
Mirabello Piazza
della Motta |
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Esistono
testimonianze dell'esistenza di una casa, in località Mirabello, già dal 1725 , quando
nella cronaca si riferisce di una visita fatta dal governatore di Milano, conte Girolamo
Colloredo, nella casa del "Sig. Antonio Francesco Gorla, vicino a S. Antonio alla
Motta".
La villa passò poi al conte Gaetano Stampa di Soncino e nel 1838 alla famiglia Taccioli,
che la fece rimodernare dall'architetto Clerichetti, ed infine ai Litta Modignani, i quali
la cedettero al Comune di Varese, per farne sede dei Musei Civici, nel 1943.
La veste attuale della villa è quella datale dal Clerichetti nel 1840, nello stile
definito "inglese", allora introdotto ed in voga tra le principali famiglie
signorili e patrizie. L'aspetto stilistico si manifesta nel particolare trattamento di
cornici e finestre con archi spezzati, timpani piatti e triangolari; nella torretta in
forma goticheggiante; nei bizzarri camini . La villa nel modo col quale
interagisce col giardino, esplica chiaramente l'influenza anglosassone. Si tratta di un
interesse effettivo al contatto con la natura, nella disposizione articolata e
libera della costruzione- ed è forse questo il primo e uno dei pochi esempi in Varese-
con angoli suggestivi e sempre vari. Molti ambienti interni sono pensati con ampie
aperture a contatto immediato col giardino e sulla stessa quota; ed infine anche le serre,
senza alcuna pretesa architettonica, sono addossate ad uno dei lati principali della casa,
ideale continuazione del giardino e della villa.
Villa
Mozzoni - Via Mozzoni
Si chiama così la dimora nella
castellanza di Biumo Superiore che è della famiglia Mozzoni dalla fine del600.
Primo proprietario è Filippo il quale, nato nel 1683, sposò il 7 febbraio 1702 a Biumo
Superiore la nobile Antonia Bernasconi, figlia del dottor Antonio Bernasconi, "ricco
ed illustre uomo" come venne definito dallo storico Adamollo, il quale fece costruire
dallarchitetto Pellegrini su una base preesistente, con molta probabilità un
monastero, il palazzo detto "delle quaranta colonne" e lo affidò in dote alla
figlia.. Esso si affaccia ancor oggi su una quieta piazzetta alberata. E
caratteristico per il cortile sopraelevato che si apre dietro a un portico di cinque
arcate. Comprende una lunga serie di sale e saloni il cui arredamento documenta il
passaggio di più generazioni.. E cinto da un grande giardino ,che digrada
dolcemente sui declivi del colle, creato nell800 dalla nonna dellattuale
proprietario. La villa è di proprietà della Famiglia Mozzoni, che occasionalmente
la apre per mostre darte.
Notizie tratte da Palazzi privati
di Lombardia, Milano 1964. G.C. Bascapè,C. Perogalli,.
Villa Panza - Piazza Litta 1
(Biumo Superiore)
Nel centro di Varese, sul colle di
Biumo Superiore dove si trova anche la napoleonica Villa Ponti, celata dagli antichi
intonaci dei muri di Piazza Litta, è la villa dei conti Panza, gioiello d'architettura
settecentesca, composta di appartamenti, rustici e un parco secolare.
Varcato l'antico portone il
mondo vive una dimensione diversa, fatta di ritmi distesi e aperti, la natura ha un suo
silenzioso e armonico apparire, la memoria del passato convive con la più stretta e
provocatoria attualità: quì ha sede la collezione d'arte americana di Giuseppe Panza,
composta da opere di Minimal Art, arte ambientale, Pop-Art.
Centro Congressi Ville Ponti
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http//paginegialle.it/ villeponti
Villa Andrea
La villa palazzo, cosi
potremmo chiamarla, presentandosi alta e dominante sulla cima del colle, ha come elemento
caratterizzante la bifora a tutto sesto, colonne con basi e capitelli di finto bronzo; il
finimento con una cornice molto sporgente e sottile; un attico alto a balaustri, tutto
piantato allintorno di bassi obelischi sormontati da sfere che finiscono in punta;
un ordine di finestre con la soprassoglia ad angoli smussati; una fila docchi
circolari sotto la cornice.
Gli appartamenti di una volta oggi sale per incontri, corsi, riunioni non si
possono pensare più deliziosi per ampiezza di aperture, aria, luce, spazio, eleganza
squisita di decorazioni e buon gusto.
La villa Napoleonica
Costruita nel XVII secolo, la
villa detta Napoleonica per lo stile della sua facciata, fu ampliata nel XVIII,
comprendendo una parte della preesistente abitazione della famiglia Ramponi e del loro
massaro. Prima ancora della costruzione di casa Ramponi, si pensa esistesse una chiesetta,
con unabitazione per una piccola comunità religiosa di cui sarebbe traccia
larco gotico ancora visibile sulla parte ovest.
La proprietà passò successivamente alla famiglia Besozzi nel 1796, alla famiglia
Orrigoni nel 1807, alla famiglia Landriani nel 1833 e alla famiglia Agudio nel 1837.
Lanno seguente, nel 1838, ledificio con lannesso parco, fu acquistato
dalla famiglia Ponti, che ne fece la sua abitazione estiva. Il parco venne poi ampliato
per permettere la costruzione della Villa Andrea.
Lattuale destinazione delle due ville
Dopo anni di abbandono, la
Camera di Commercio di Varese, che aveva iniziato lacquisto del complesso nel 1961,
ha ristrutturato gli edifici trasformandoli nel "Centro Congressi Ville Ponti".
Della villa Napoleonica sono stati lasciati intatti i muri perimetrali esterni, con a est
la lunga rampa formata da un rilievo del giardino, su cui poggiano due gradinate
convergenti che consentono laccesso dallesterno al primo piano. Nel corpo
interno delledificio, è stato ricavato al piano terra, un ampio salone
congressuale, della capienza di 450 posti a sedere che ha sostituito il cortile
precedentemente esistente, un ingresso colonnato , un ampio bar e locali funzionali alla
nuova destinazione. Nei due piani superiori sono state ricavate dieci aule adibite a
incontri di studio e dibattiti e per iniziative di aggiornamento e due ampi saloni di
oltre 100 posti ciascuno.
La villa conserva ancora oggi unala originale con affreschi al soffitto e mobili
depoca, destinata ad incontri direzionali. Due enormi affreschi
"strappati" arricchiscono poi il salone congressuale. Rappresentano le figure
mitologiche: Bacco con Venere e il Tempo che rapisce la Giovinezza.
La villa Andrea invece mantiene intatti al piano terra i saloni di rappresentanza prima
descritti; al piano superiore gli ampi appartamenti sono oggi cinque luminose sale per
incontri; al secondo piano è stato rinnovato lamplissimo e luminosissimo salone,
oggi adibito a convegni e pranzi (350 posti).
Le scuderie
Con la ristrutturazione delle
due ville, la stessa sorte è toccata alle scuderie Affascinante costruzione
settecentesca, oggi trasformata in un capiente ristorante, con una sala da 160 posti al
piano terra e tre sale, di 80 posti cadauna, al piano superiore. Quella più ampia, al
piano terra, presenta un alto soffitto a volte incrociate, notevole se si pensa alla
primaria destinazione del locale.
Da visitare al piano primo due sale che conservano le travature originali di un
"tetto a neve": lincrocio degli enormi fusti lignei permette infatti al
tetto di abbassarsi e sopportare quindi al meglio il peso della neve, una volta copiosa.
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Il
castello di Masnago Su un rilievo che si incontra poco prima di giungere al rione di Masnago, provenendo dal centro di Varese, a cavallo tra le vie Sanvito Silvestro, Caracciolo e Crispi, ora collegate con la nuova via Monguelfo, si trova un edificio denominato sia pure un po' impropiamente: Castello di Masnago. Ma di cosa si tratta esattamente e perchè è importante conoscerlo? Ledificio, circondato da uno splendido parco, da alcuni anni già aperto al pubblico, ha una vicenda storica lunga e complessa, per taluni aspetti ancora da indagare, ma che in ogni caso ne fa uno dei più importanti anche se poco conosciuti monumenti storici artistici di Varese. |
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Proprietario
è lAmministrazione Comunale di Varese che lo ha acquisito nel 1981,dalla
famglia Panza , lultima di una lunga serie di proprietari.
La storia, in breve
Durante il Medioevo,
il luogo era senzaltro fortificato, come testimonia la massiccia torre
quadrata tuttoggi superstite, risalente al sec. XII anche se rimaneggiata
nella parte terminale con laggiunta di una merlatura, probabilmente alla
fine dellottocento. La torre doveva servire per avvistamenti e segnalazioni,
in collegamento con altre sul territorio (a poca distanza vi è quella, semidiroccata
di Velate) ma non sappiamo se intorno vi fossero anche un recinto fortificato
od altre costruzioni.
Risale invece al quattrocento laggiunta, sulla fronte orientale della
torre, di un corpo di fabbrica dalla pianta grossomodo trapezoidale, dalla spessa
muratura e con ununica stretta scala centrale tra i due piani in modo
da costruire una residenza castellata, dimora della nobile
famglia Castiglioni con tutto lapparato di corte tipico dellepoca.
Si deve alla famiglia Castiglioni quello che è il maggiore tesoro del castello:
due cicli principali di affreschi, luno nella sala inferiore con scene
di svaghi allaperto nel lacustre paesaggio varesino, mirabile documento
della vita cortese dei proprietari; laltro nella sala superiore con figure
femminili simboleggianti Vizi e Virtù, probabile ammonimento alla condotta morale
dei proprietari.
Linsieme riscoperto nel 1937 dallallora proprietario, Angelo
Mantegazza - rappresenta uno dei pochi esempi superstiti di affreschi profani
in Lombardia, espressione di quel gotico internazionale che rappresentava, nella
prima metà del quattrocento, la più diffusa sezione artistica, seppure insidiata
dallavanzare del rinascimento toscano che arrivò a lasciare anche nella
nostra provincia un segno di precoce presenza nei celebri affreschi di Masolino
da Panicale a Castiglione Olona.
Nelle sale del primo piano sono degni
di nota anche altri affreschi della stessa epoca come la Crocefissione in una
nicchia di quella che è comunemente definita
Cappella, mentre appartengono al cinquecento i dipinti della sala cosiddetta
della musica, con scene mitologiche, tra cui quella del mostro
marino, tratta da una stampa del grande artista tedesco Durer: testimonianza
di quegli intensi scambi economico culturali che interessavano Varese
in quel periodo.
Nei secoli successivi altri corpi di fabbrica si aggiunsero, fino a delimitare
un cortile di forma grossomodo quadrata e ricongiungendosi alla torre medievale
dal lato occidentale. Si può in particolare individuare una terza fase costruttiva
tra seicento e settecento, protrattasi fino allottocento per quanto concerne
le decorazioni interne.
I lavori modificarono gradualmente, ma sempre parzialmente, laspetto iniziale
del castello per dare al tutto una sembianza più vicina a quella della villa,
specie per la fronte che è rivolta, a meridione, sul grande parco con la rapida
scala barocca.
Un insieme complesso dunque, dalle multiformi immagini a seconda
del punto di vista, in bilico tra castello e villa, tra luogo fortificato e
arcigno da un lato, piacevole ed ariosa residenza dallaltro, ma che trova
in questa diversità motivo dinteresse che si somma al valore artistico
dei cicli di affreschi ed a quello ambientale del grande parco.
Le informazioni storiche ed artistiche
sono tratte dal volume Il Castello di Masnago edito da edizioni lativa nel 1984.