 
Maccagno: il paese dei Mandelli.
Maccagno è un paese di antichi privilegi, diviso
in due dal torrente Giona.
Narra Luigi Brambilla
in Varese e il suo circondario pubblicato nel 1874 che in
Maccagno di sopra eravi già il deposito e la raffineria del sale,
mentre Maccagno Inferiore gode di più antica rinomanza, siccome quello
che ebbe già titolo e privilegio di feudo imperiale, con diritto di batter
monete e altre sovrane attribuzioni.
Questa situazione privilegiata avrebbe avuto origine nel 962, quando
la famiglia Mandelli sembra abbia ospitato l'imperatore Ottone I (912-973),
ottenendo in cambio il diritto di fregiarsi del titolo di Corte imperiale.
A tale vicenda non va dato troppo credito: è possibile che gli stessi
Mandelli abbiano alimentato la leggenda per avvalorare il proprio potere.
Resta il fatto che per molti secoli essi dominarono incontrastati il
paese, la cui storia risulta legata a doppio filo alle vicende della
famiglia.
Percorrendo le strade di Maccagno, provate ad immaginarvelo abitato
da alcune decine di persone (si dice che fossero tra 60 e 70) quando
nel 1536 un Giacomo Mandelli ottenne da Carlo V (1500-1558) il diritto
di tenervi il mercato, privilegio che avrebbe poi causato numerose lotte
con la vicina Luino.
Nel 1621 Ferdinando II (1578-1637) concesse al paese il diritto di battere
moneta. Nacque così la zecca di Maccagno, che durò fino al 1668 ed ebbe
la sua sede sul lato settentrionale della piazza Roma.
A testimonianza della potenza dei Mandelli rimane oggi il palazzo fortificato
in Via Della Bella, al quale si accede attraversando il borgo dal caratteristico
impianto medievale.
Maccagno inferiore è dominato da una torre medievale, detta torre imperiale,
costruita a mezza altezza sulla costa e forse anch'essa legata ai Mandelli.
Il loro potere resistette fino al 1692 quando il feudo venne ceduto
al conte Carlo Arese.
Prima di lasciare il paese, visitate il museo Parisi-Valle
e non dimenticate di arrivare fino al Santuario della Madonna della
Punta, dal quale si gode una splendida vista sulla sponda piemontese
del lago e sui Castelli di Cannero.
Quindi proseguite per Colmegna e Luino.
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