Torba.

La torre di Torba, avamposto di Castelseprio verso il fiume Olona, fu edificata lungo il corso del fiume per controllare il passaggio di persone e merci lungo la via che lo costeggiava.
I romani la costruirono intorno al IV o V secolo, allo scopo di fortificare i confini più esposti alla pressione dei popoli del nord, collegandola alle mura che cingevano l'insediamento di Castelseprio, posto a monte di Torba e distante solo poche centinaia di metri.
Quando poi i barbari ebbero la meglio sulla decadente civiltà romana, ne mantennero il sistema difensivo: prima i Goti, poi i Bizantini nel VI secolo ed infine i Longobardi dopo il 569 ebbero la saggezza di non smantellare l'organizzazione territoriale preesistente.
Torba rimase un importante caposaldo militare solo per un  periodo relativamente breve.
La pacifica convivenza tra invasori e popolazioni residenti messa in atto dai Longobardi, rispettosi di leggi e costumi altrui, rese nel tempo sempre meno evidente il suo ruolo difensivo, tant'è che nell' VIII secolo divenne un monastero di monache benedettine.
Il nome di una di esse, Aliberga, non lascia dubbi sulla origine longobarda delle religiose.
Tra il 774 e il 779 i Longobardi vennero sconfitti dai Franchi di Carlo Magno, che stravolsero l'organizzazione politica esistente, sostituendola con quella feudale.
Da questo momento in poi Torba fu influenzata solo marginalmente dalle vicende politiche e belliche che portarono alla drammatica distruzione del Seprio da parte di Ottone Visconti nel 1287: il suo status di monastero la protesse e la mantenne ai margini della contesa, nonostante si trovasse nei pressi del campo di battaglia.
Benché il monastero possedesse terre che affittava in cambio di viveri e denaro, le monache probabilmente conducevano vita grama,  se a più riprese chiesero di abbandonare il luogo per una sede più vicina agli abitati.
Solo nel 1480 la loro richiesta potè essere soddisfatta, grazie al dono di una casa a Tradate nella quale papa Giulio II concesse loro di alloggiare.
Il monastero fu dunque affittato a contadini, che trasformarono gli edifici religiosi in ambienti adatti ai lavori campestri e all'alloggio delle loro famiglie.
Il portico venne murato, la chiesa venne dotata di una apertura più grande ed adibita a deposito, gli affreschi vennero coperti.
Solo dopo la riscoperta degli affreschi di Castelseprio, si cominciò a realizzare l'importanza del complesso di Torba, che tuttavia rimase abitato da contadini fino al 1970, nonostante le sempre più fatiscenti condizioni.
Esso fu acquistato da Giulia Maria Crespi nel 1976 e donato al Fondo per l'ambiente italiano.
Dopo la visita, riprendete la strada per salire a Castelseprio, passando nei pressi del Mulino Zacchetto, uno dei mulini ancora esistenti lungo il corso dell'Olona.
Se percorrete l'itinerario in bicicletta, qui dovrete dare buona prova della vostra forma fisica.
Nel paese di Castelseprio, si svolta a destra (indicazioni) e, per una strada sterrata, si giunge alla chiesa di Santa Maria Foris Portas, nonché alle rovine del forte.


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