 
Da Riva San Vitale a Porto Ceresio.
Sulla base di alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti
nell’area di Stabio, si suppone che Riva San Vitale fosse il punto terminale
di una via romana, che deviava nei pressi di Malnate dalla maggiore
via di comunicazione della zona, quella che univa Milano a Bellinzona
passando per Varese e Ponte Tresa, e collegava gli accampamenti di Rodero,
Stabio e Clivio ad un porto sul lago, consentendo un percorso alternativo
agli accessi per il nord
Oltre al battistero,
da vistare sono la chiesa di San Vitale, un edificio del XVIII secolo
a navata singola, con presbiterio, coro e due cappelle minori, e il
Palazzo della famiglia Della Croce, oggi Palazzo del Comune.
Una volta superato questo palazzo, in direzione per il confine italiano,
vale la pena salire a sinistra alla Chiesa di Santa Croce, fatta costruire
tra il 1582 e il 1591 dalla famiglia Della Croce, nobili milanesi iscritti
nel patriziato di Riva dal 1527, e attribuita all’architetto Pellegrino
Pellegrini. Esternamente quadrata , all'interno è ottagonale con quattro
nicchie, e richiama la pianta del battistero. Affrescata con opulenza,
conserva tele di Camillo Procaccini e della sua bottega.
Dirigetevi ora verso Brusino Arsizio, e godetevi il lungolago con vista
su Morcote e sul forte diroccato di Vico, posto lungo il costone della
montagna a dominare il lago. Se siete in bicicletta e procedete ad andatura
lenta, vi potrà capitare di scorgere lungo il percorso i pesci
sotto la riva. Il lago è popolato da pesci persici, tinche, cavedani,
trote, lavarelli.
Se
volete interrompere ora il giro, potete salire con la funivia a Serpiano,
da dove si gode un panorama notevole della complicata geografia del
Lago di Lugano; altrimenti proseguite per Porto Ceresio, paese natale
di Benigno Bossi,
stuccatore ed incisore del Settecento.
Qui giunti, vi trovate davanti due alternative: chiudere il giro rientrando
a Viggiù da Bisuschio
o da Besano, oppure proseguire per Brusimpiano,
costeggiando le rive del lago.
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