
Vincenzo Vela.
Nato a Ligornetto il 3 maggio 1820, studiò sotto la giuda di Benedetto
Cacciatori.
Presto si trovò nella cerchia degli artisti milanesi vicini alla posizione
di Lorenzo Bartolini, scultore toscano (1777-1850), e alla pittura
romantica di Francesco Hayez (1791-1882).
In particolare, il Bartolini proponeva il ritorno allo studio della
natura e alla grande tradizione del Rinascimento italiano, allontanandosi
dal gusto neoclassico allora imperante.
Vela cercò di approfondire tale indicazione, scolpendo opere di grande
teatralità e plasticità, e diventando uno dei maggiori esponenti della
scultura realista.
Fu il promotore di una scultura verista, reazione alle tendenze
classiche della scuola del Canova.
Il gusto del Vela per la rappresentazione del vero appare fin dalle sue prime opere quali
lo Spartaco, conservato al Museo Vela
di Ligornetto, oltre che dalla sua produzione celebrativa, della quale nello stesso museo
sono visibili gli studi preparatori.
Fervente patriota, svolse gran parte della sua attività a Torino,
dove insegnò scultura allAccademia albertina delle belle arti
fino al 1867. Si trasferì quindi a Ligornetto, dove stabilì il suo
laboratorio.
Nella seconda parte della sua vita pose al centro della sua ricerca artistica la
rappresentazione del valore sociale ed eroico dellazione umana. Lopera Vittime
del lavoro (1883, Roma, Galleria nazionale darte moderna) è forse
lesempio più significativo della sua produzione di questo periodo.
Morì il 3 ottobre 1891.
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