Due poesie di Vittorio Sereni su Luino.

Frontiera, da cui sono tratte le due poesie qui proposte che prendono spunto da Luino e dal Lago Maggiore, raccoglie versi che esprimono allo stesso tempo i sentimenti della giovinezza al tramonto e l’ansia dei mutamenti storici.
Pur essendo riconoscibili i tratti della poesia ermetica, il testo se ne allontana e si confronta con i dettagli dei luoghi e dell’esperienza personali.
Frontiera fu pubblicato da Vittorio Sereni nel 1941 e ristampato con aggiunte l'anno successivo.

 

INVERNO A LUINO

Ti distendi e respiri nei colori,
nel golfo irrequieto,
nei cumuli di carbone irti al sole
sfavilla e s’abbandona
l’estremità del borgo.
Colgo il tuo cuore
se nell’alto silenzio mi commuove
un bisbiglio di gente per le strade.
Morto in tramonti nebbiosi d’altri cieli
sopravvivo alle tue sere celesti,
ai radi battelli del tardi
di luminarie fioriti.
Quando pieghi al sonno
e dài suoni di zoccoli e canzoni
e m’attardo smarrito ai tuoi bivi
m’accendi nel buio d’una piazza
una luce di calma, una vetrina.
Fuggirò quando il vento
investirà le tue rive;
sa la gente del porto quant’è vana
la difesa dei limpidi giorni.
Di notte il paese è frugato dai fari,
lo borda un’insonnia di fuochi
vaganti nella campagna,
un fioco tumulto di lontane
locomotive verso la frontiera. 

 TERRAZZA

Improvvisa ci coglie la sera.
Più non sai
dove il lago finisca;
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.
Siamo tutti sospesi
a un tacito evento questa sera
entro quel raggio di torpediniera
che ci scruta poi gira se ne va.

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