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La giornata di un pescatore sul Lago Maggiore.
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I pescatori
della sponda lombarda del lago Maggiore, la sponda magra, sono
pochi e lavorano principalmente attorno a Sesto Calende, Ranco, Bogno
di Besozzo, Luino, Germignaga. La fatica fisica, gli orari pesanti
e invertiti, linsicurezza economica, la dipendenza da fattori
imprevedibili e poco controllabili occupano molto spazio nelle testimonianze
orali.
Rese sotto forma di racconti di vita e di descrizioni puntuali delle
tecniche di lavoro, esse esprimono sempre, con stili diversi ma fortemente
connotati, una profonda e cosciente passione per il mestiere.
Diversamente che in passato, oggi la pesca si pratica per lo più in
acqua alta - lacqua nera nella terminologia di mestiere
- e il pescato è rappresentato quasi esclusivamente dal coregone,
nelle due tipologie di lavarello e bondella, diverse
per forma, taglia e zone di riproduzione.
Il
coregone è venduto fresco - intero o sfilettato - e raramente lavorato.
Altre specie presenti, ma in misura molto minore e a periodi alterni,
sono l'alborella, il pesce persico, la trota.
Si pescano sempre in abbondanza, invece, alcuni pesci non nobili,
tra cui la scardola, la savetta, il pigo e il cavedano,
appartenenti al più vasto gruppo del cosiddetto pesce bianco,
in dialetto pes bianch. La sua ingombrante presenza è
però dannosa per i pescatori, poiché si tratta di pesce di
scarto, oggi non più commerciabile a causa della carne poco pregiata
e spinosa.
Tinche, carpe e anguille sono pescate più a riva
e nelle zone paludose, ma sono troppo poco redditizie e purtroppo
emarginate dal mercato non specializzato. Anche il luccio è poco sfruttato,
mentre in passato era molto richiesto.
Un testimone racconta che proprio nella testa del luccio, che da bambini
si spolpava con cura, si trova la passione del Signore: delle ossicine
che sembravano la croce, il martello, i chiodi...
La pesca dunque si è specializzata e i ritmi di lavoro, dellanno
e della giornata, sono condizionati soprattutto dalle stagioni e dai
sistemi di pesca legati al coregone.
Si comincia a lavorare in febbraio, ma la stagione buona inizia
verso aprile-maggio e termina ad autunno inoltrato, con qualche differenza
tra le varie zone.
Le reti volanti e da posta
sono le più usate; si calano nel pomeriggio o al tramonto e si ritirano
al mattino presto, dalle tre, quattro in avanti. Subito dopo inizia
la preparazione - pulitura e sfilettatura - per la vendita del pescato.
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