 
La
presenza dei benedettini nel territorio varesino è testimoniata dalle
tre abbazie di San Donato a Sesto Calende, di San Michele a Voltorre
e di San Gemolo a Ganna.
Fondate nellarco di circa trecento anni tra la metà del IX secolo
e linizio del XII, esse costituirono un importante strumento di
controllo del territorio, allo scopo di contenere la potenza di Milano.
Nate, o diventate durante larco della loro storia, indipendenti
dal vescovo milanese, tutte e tre sono ubicate nel territorio di confine
tra le diocesi di Milano, Como, Pavia e Novara, nei pressi del Seprio,
forte centro di potere laico del territorio altomilanese, e lungo le
vie di comunicazione tra il capoluogo e il nord Europa.
Per la loro posizione strategica, furono non solo al centro di aspre
lotte, ma ebbero un importante ruolo di controllo del territorio, di
cui condizionarono sviluppo e benessere.
Lordine monastico dei benedettini, fondato nel 529 da San Benedetto
da Norcia (480 ca-547) a Montecassino, affiancava ai precetti spirituali
per la glorificazione di Dio il lavoro manuale, che assunse una importanza
sconosciuta nelle regole monastiche precedenti: comprendeva la coltivazione
e la bonifica dei campi, lattività artigianale, la trascrizione
dei codici e lo studio.
Purtroppo negli anni successivi alla sua fondazione, la regola perse
gran parte del rigore iniziale voluto dal suo fondatore. Così
nacque un movimento per riportare lordine a una più stretta osservanza.
Esso ebbe uno dei suoi centri presso labbazia di Cluny, che contribuì
efficacemente alla riforma della chiesa nel secolo XI.
Risale a questepoca (o agli anni immediatamente successivi) la
fondazione delle abbazie di Ganna e Voltorre, che furono dipendenti
dallabbazia di San Benigno di Fruttuaria (oggi San Benigno Canavese,
tra Biella e Torino), fondata nel 1003 dallabate cluniacense Guglielmo
da Volpiano (nato nel 961 nellIsola di San Giulio sul lago dOrta).
Tale abbazia, indipendente da Cluny, giocò una parte importante nella
lotta per il controllo del territorio varesino.
Infatti, nel 962 limperatore Ottone I (912-973) aveva concesso
ampie rendite a Valperto, arcivescovo di Milano, per guadagnare la sua
alleanza allo scopo di limitare il controllo di Castelseprio sulle vie
di comunicazione verso i passi alpini.
La diocesi di Milano vedeva così accresciuta la propria influenza e
finì con l'attribuire ai vassalli dell’arcivescovo l’esazione delle
decime, sostituendo la preesistente organizzazione imperiale.
Lavvento dei benedettini nel nord Italia fu visto allora dalle
popolazioni locali, e in particolare dai miles varesini (vale
a dire lultima propaggine dellorganizzazione imperiale per
il controllo del territorio), come lo strumento per contrastare la sempre
più oppressiva politica arcivescovile.
Ciò spiega la scelta dei proprietari locali di donare benefici territoriali
all' abbazia di Fruttuaria, nel tentativo di sottrarre il territorio
al controllo dell’arcivescovo. La distribuzione territoriale di tali
benefici mostra chiaramente la volontà di arginare il potere
della chiesa milanese.
Nel territorio varesino occidentale, la chiesa ambrosiana aveva il suo
centro più importante a Brebbia,
dove era presente con un castello dal 999. Grazie a donazioni ed acquisti,
tra il IX e lXI secolo questa chiesa capo pieve aveva aumentato
il proprio controllo sulle vie di comunicazione verso il nord. Ad essa
appartenevano terre nelle valli di Blenio e Leventina, che danno accesso
rispettivamente ai passi Lucomagno e Gottardo.
Nei secoli XI e XII i benedettini di Fruttuaria erano presenti nel medesimo
territorio, oltre che a Voltorre e a Ganna (qui solo a partire dall’inizio
del XII secolo), anche a Cardana presso Besozzo, a Contone nella Piana
di Magadino, a Giornico in Val Leventina.
In questo modo, il controllo delle vie era garantito dal governo attivo
e dallautorità morale delle istituzioni benedettine, che, al tempo
stesso, accordavano alle popolazioni un grado di autonomia maggiore
di quello concesso dalla chiesa milanese.
Labbazia di Ganna controllava
la strada per i Passi del Gottardo, del Lucomagno e del San Bernardino;
Voltorre e San
Donato a Sesto Calende erano sul percorso per il Passo
del Sempione e per il Lago Maggiore.
Limportanza delle abbazie del territorio varesino rimase tale
fino a circa il XV secolo, quando le mutate condizioni politiche e il
venir meno della spinta spirituale dellordine benedettino causarono
la loro decadenza.
L'abbazia di Ganna
L'abbazia di Voltorre
L'abbazia di Sesto Calende
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