 
Villa Menafoglio, Litta, Panza.
Costruita
nella prima metà del '700 appena al di sotto della sommità del colle
di Biumo, in posizione dominante rispetto al borgo sottostante, fu ampliata
nella seconda metà del XVIII secolo ad opera del marchese Paolo
Antonio Menafoglio.
La villa ha pianta ad 'U' rivolta verso il giardino interno e offre
a chi le si avvicina dall'esterno una semplice facciata priva degli
abbellimenti e della sontuosità di altre costruzioni analoghe.
La scelta progettuale di privilegiare nella ricerca estetica e costruttiva
il lato dell'edificio rivolto verso il cortile e il parco era concepita
per favorire l'intimità e il benessere dei suoi ospiti, piuttosto che
per rappresentare la ricchezza e il potere dei suoi padroni.
Ciò
trovò riscontro nei sentimenti degli illustri frequentatori che vi dimorarono,
se è vero quanto testimoniano le note stese nel 1762 da Vincenzo Marliani,
cronista varesino del Settecanto.
Egli, ricordando la permanenza di Francesco
III d'Este presso Paolo Antonio Menafoglio, scrisse che
il duca partì con dispiacere di lasciare codesto
luogo; lo stesso cronista ricorda, a proposito del soggiorno
a Biumo Superiore di Carlo di
Firmian nell'agosto del medesimo anno, che il conte, dopo
aver sperimentato l'ospitalità del marchese, se ne andò colle
lacrime agli occhi per il dispiacere di dover lasciare questo delizioso
paese.
E' fuori dubbio che a Francesco III questo delizioso paese piacque,
visto che quattro anni più tardi ne divenne il signore, togliendo ai
varesini il privilegio della libertà da domini feudali strenuamente
difeso nei secoli precedenti. Fu proprio in casa Menafoglio che il 29
giugno1766 avvenne la cerimonia di sottomissione dei reggenti del borgo
al duca.
Ospite del Menafogio fu anche Domenico
Balestrieri, che gli dedicò il sonetto Al
sig. Marchese Don Paolo Antonio Menafoglio per la sua deliziosissima
villa in Biumo superiore.
Dopo la morte di Paolo Antonio Menafoglio, nel 1788 la villa passò al
marchese don Benigno Bossi, giureconsulto collegiato di Milano, e, dai
primi anni del 1800, al duca Antonio Litta.
Dal 1931 è della famiglia Panza. In essa Giuseppe
Panza ha collezionato, a partire dalla metà degli anni '50,
opere di artisti contemporanei,
in particolare americani.
Dal 1996 la villa appartiene al Fondo
per l'ambiente italiano, che ne sta curando il restauro
con il contributo della Provincia di Varese e di privati.
|