 
Villa Recalcati.
Sita
a Casbeno, attualmente sede della Provincia di Varese e della Prefettura,
la villa fu costruita a partire dal XVII secolo. In quell'epoca il
suo aspetto era cosė differente dall'attuale, che dell'impianto secentesco
sono riconoscibili soltanto poche parti comprese negli ambienti occupati
ora dall'alloggio prefettizio, dove esiste un camino datato 1631.
Giovanni Antonio Adamollo, cronista varesino del Settecento, ne parla
raccontando gli avvenimenti del 1723, quando Gabrio Recalcati, approfittando
del crescente impoverimento della gente del borgo, un poco alla
volta ha comprato quasi tutti i ronchi di Casbenno che erano di molti
particolari, diventando tra i pių importanti proprietari terrieri
del luogo. Nel Settecento la villa era formata da due costruzioni
separate dalla strada che, portando alla residenza da Varese, proseguiva
poi nei campi oltre i fabbricati.
Ciō dā l'idea di una villa ampia e ricca, ma forse ancora vicina alla
villa di campagna, funzionale soprattutto alla vita agricola
e non ancora trasformata in villa di delizia, costruita per
lo svago e la vacanza dei suoi proprietari.
Tra il 1756 e il 1775 per volere di Antonio Luigi Recalcati si mise
mano nuovamente alla villa. In quell' occasione furono compiute da
Giovanni Battista Ronchelli
le pitture a fresco attualmente visibili nell'ala sinistra, raffiguranti
Mosč salvato dalle acque, Il passaggio del Mar Rosso, e
Mosč che fa scaturire l'acqua dal deserto. Nel salone, egli dipinse
anche La Sapienza tra la Giustizia e Minerva.
Allora la costruzione assunse probabilmente la sua pių compiuta forma
architettonica, alla quale corrispose un' intensa vita mondana, documentata,
tra l'altro, dall'opera del poeta milanese Domenico
Balestrieri.
Nel 1825 si interruppe la discendenza diretta dei Recalcati e nel
1874 la villa fu trasformata in albergo,
assumendo l'attuale aspetto.
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