 
A partire dal XVI secolo, ma con maggiore intensità dopo
il 1700, la nobiltà milanese scelse le Prealpi quale luogo di elezione
dei propri soggiorni estivi.
La scelta e la strutturazione dei luoghi delle cosiddette ville di delizia
furono fatte principalmente secondo criteri di tipo paesistico, privilegiando
collocazioni elevate nella fascia collinare dalle quali fosse possibile
godere della vista dei laghi e della cerchia delle Alpi.
Tutto ciò ha avuto un peso decisivo non solo nel disegno architettonico
degli edifici e dei parchi, ma anche nel determinarne la concentrazione
sul territorio.
Proprio la particolare conformazione urbanistica di Varese, articolata
in un nucleo storico circondato da insediamenti sparsi sul territorio,
si prestò alla trasformazione degli insediamenti agricoli in ville per
lo svago principalmente della nobiltà milanese.

Bernardo
Bellotto: Veduta della Gazzada (1744) (Foto P. Zanzi) |
Ciò avvenne anche per diversi edifici delle valli e nelle
campagne circostanti.
Nacquero così splendidi insediamenti in Azzate, Casciago, ma soprattutto
nelle Castellanze di Varese, tra le quali spicca la straordinaria concentrazione
del Colle di Biumo.
Non che Varese non avesse palazzi lussuosi, come ad esempio quello dei
Griffi
che ospitò il primo teatro del borgo, ma il Colle di Biumo raccoglie una
concentrazione formidabile di edifici prestigiosi. Questo fenomeno, completato
durante il 1700, prelude alla vocazione turistica della città, che prenderà
corpo solo più tardi, raggiungendo il punto di maggiore incremento nei
primi decenni del 1900, con il pieno svilupo della rete dei trasporti.
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